Piazza Vittorio Userbar

Le prime userbar nate per gli Esquilini! Per mostrare con orgoglio, l’appartenenza ad uno dei quartieri storici di Roma e voi che la fate!
Bufalo Esquilino Userbar

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Cavallo Esquilino Userbar

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Drago Esquilino Userbar

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Lepre Esquilina Userbar

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Scimmia Esquilina Userbar

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Serpente Esquilino Userbar

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Tigre Esquilina Userbar

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Topo Esquilino Userbar

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Santa Maria Maggiore

La basilica di Santa Maria Maggiore venne fatta erigere da Papa Sisto III tra il 432 e il 440 d.c. e dedicata al culto della Madonna dopo la sanzione del dogma della divina maternità sancito al Concilio di Efeso nel 431. è una delle quattro basiliche patriarcali (insieme a San Giovanni Laterano, San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura) di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola tra le quattro a mantenere l’originaria struttura paleocristina, seppur con aggiunte di varia datazione.

 

La costruzione sorge sulle rovine di una precedente e secondo popolare leggenda sarebbe stata ispirata in sogno a Papa Liberio e al patrizio Giovanni dalla Madonna. Il 5 Agosto pertanto, dopo una insolita nevicata (di qui il secondo nome Santa Maria della neve), il Papa Liberio si dice abbia tracciato sulla neve il perimetro su cui sarebbe dovuta sorgere la nuova basilica, finanziata dal patrizio Giovanni. Per tale motivo ogni 5 Agosto, viene reiterata la tradizione e una suggestiva colata di petali bianchi viene fatta scivolare dolcemente dal soffitto della basilica.

Esquilino

Basilica di Santa Maria Maggiore

Basilica di Santa Maria Maggiore

Esquilino è il più alto ed esteso tra i sette colli di Roma. Formato da tre alture (Oppio nel settore meridionale, Cispio in quello settentrionale e Fagutal in quello occidentale), non va confuso con il rione Esquilino, che lo occupa nella parte nordorientale, dopo la separazione e definizione dei suoi confini spartiti con il rione Monti e ben disegnati da Via Merulana, una lunga via che congiunge la basilica di S. Maria Maggiore con quella di S.Giovanni Laterano.

Il nome del rione è oggetto di numerose speculazioni ed interpretazioni degli studiosi, tutte piuttosto attendibili ma senza alcuna certezza a conferma. Molti sostengono l’ipotesi che l’etimo indicherebbe gli “exquilini”, gli abitanti suburbani in contrapposizione agli “inquilini” dell’Urbe. Aexquilae di fatti deriva dalla radice di ex-colere, che significa appunto abitare fuori (dalle mura). Altri ritengono che derivi da “aesculi” (eschi), arbusti di leccio che rinverdivano il bosco che attorniava il tempio a Mefite e Giunone Lucina, cari alla popolazione del luogo che li interrogavano affinchè bonificassero le aree circostanti. Terza tra le ipotesi è che derivi da “excubiae”, le guardie inviate da Romolo per difendersi dai sabini di Tito Tazio.

Costituita da fortificazioni per volere di Servio Tullio, venne costruita ed abitata verso la metà del VI secolo A.C. Nonostante Mecenate ci avesse costruito la sua villa e fosse popolata da alcuni tra i più importanti letterati e filosofi del tempo, l’Esquilino rimase per lungo tempo legato alla sua fama di luogo maledetto, eredità dei tempi più remoti, quando la zona miasmatica era nota per essere palcoscenico e sepolcro di schiavi, meretrici e assassini. Il Medioevo vede la zona abitata da maghi, streghe e negromanti, che lo scelsero come luogo dove celebrare misteriosi riti.

Nel Settecento l’Esquilino entrò a far parte del rione Monti per effetto della suddivisione in rioni voluta da Benedetto XIV, per separarsene nel 1921 e riacquisire il suo etimo. Per lungo tempo la zona venne considerata una grande cisterna in quanto attraversata da tutti gli acquedotti della città.

Solo nel 1575 il rione ebbe visse una riqualificazione urbana voluta da Papa Gregorio XIII, aprendo la famosa Via Gregoriana sul tracciato della via Tabernacola, successivamente denominata via Merulana e così rimasta fino ai giorni nostri.

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Vittorio Emanuele II – Roma – La storia

I NATALI

di M.Michela Montebelli

di M.Michela Montebelli

L’area di Vittorio Emanuele II, è una ampia piazza porticata (la più grande di Roma), sorta all’interno del quartiere Esquilino sede di uno tra i più antichi mercati rionali della città. Costruita dopo l’unità d’Italia, tra il 1882 e il 1887 da Gaetano Koch su committenza del Comune di Roma e in convenzione con la società Mariotti, prende il nome dal primo re d’Italia. Le opere di costruzione portarono alla luce grandi fosse carnarie, residui funebri del cimitero che ivi sorgeva (il cosidetto campo comune o scellerato), luogo di sepoltura di malfattori e delinquenti. Il quadrato perfetto della piazza è costruito attraverso le 280 colonne dei portici e relativi palazzoni, residenza dei nomi più illustri dell’epoca. Il giardino posto al centro, è un capolavoro dell’architettura, un piccolo ritaglio verde nel cuore di uno splendido quartiere, ricco di alti platani, cedri del Libano, palme e magnolie, dono della regina Margherita.

PIAZZA VITTORIO OGGI

Ad oggi Piazza Vittorio Emanuele II fonde tradizione ad innovazione, romanità a multi etnia, in un intreccio indissolubile di reciproco accordo e rispetto. La popolazione cinese nella capitale sembra essere la maggiore per densità (circa 20.000 persone), per lo più alloggiate a Piazza Vittorio costituendone la linfa vitale e il presupposto da cui partire per una rinascita spirituale densa di colori e tradizioni. L’incontro culturale rappresenta uno dei momenti più vivi e significativi dell’area, che rivive sotto gli occhi attenti e i retaggi culturali, animandosi dei più ricchi sapori e festività etniche dei suoi abitanti.

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